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Legge Balduzzi e obbligo defibrillatore semiautomatico DAE

La morte in campo di giovani atleti (tutti noi ricordiamo i decessi del pallavolista Bovolenta e del calciatore Morosini) hanno probabilmente spinto il legislatore italiano a normare alcuni aspetti dell’attività sportiva con lo scopo di tutelare maggiormente la vita degli atleti e a emanare la legge Balduzzi.

La c. d. Legge Balduzzi approvata definitivamente dal Parlamento all’art. 7 comma 11 recita: “Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale, il Ministro della Salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministero delegato al turismo e allo sport, dispone la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche di un defibrillatore semiautomatico e di altri eventuali dispositivi salvavita”.

Se una persona muore di arresto cardiaco improvviso e manca il defibrillatore DAE oppure nessuno dei presenti è formato con un corso blsd per l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico, il gestore dell’impianto sportivo è l’unico responsabile e rischia una condanna sia penale che civile per omicidio colposo.

Anche se ci troviamo in una fase di transizione della legge Balduzzi e l’obbligo di dotarsi del defibrillatore è stato prorogato al 30 giugno 2017, il gestore rischia anche adesso una condanna, non importa se l’obbligo è stato prorogato.

Rimandare la dotazione del defibrillatore DAE, sperando in un’ulteriore proroga non ha senso. Il defibrillatore semiautomatico offre l’opportunità di salvare una vita e salvare una vita non può essere una spesa inutile. Gli altri paesi europei hanno reso obbligatorio la dotazione del defibrillatore DAE in altri ambiti, ma non in quello sportivo. Perche questo? semplice, perché in Europa il defibrillatore semiautomatico è visto come una dotazione standard nella borsa medica. Squadre europee di calcio, rugby, basket, pallavolo, ecc. dentro la borsa medica oltre ad avere ghiaccio, garze, bende, ecc. hanno anche il defibrillatore perché ritengono che sia normale averlo. In Italia invece è stata necessaria la legge Balduzzi per cominciare a diffondere questa buona pratica e ad oggi non tutti sono in regola.

Legge Balduzzi: Obblighi delle società sportive

La società sportiva che ha in gestione l’impianto deve posizionare al suo interno dei cartelli informativi indicanti la posizione del defibrillatore DAE in modo che tutti siano al corrente della sua presenza e posizione.

Il gestore ha poi l’obbligo di segnale alle centrale operativa 118 di competenza dove è posizionato il defibrillatore DAE. Inoltre deve essere identificato un referente che controlli a intervalli regolari lo stato del defibrillatore semiautomatico.

L’art. 5 comma 6 della c.d. Legge Balduzzi afferma che “L’onere della dotazione del defibrillatore semiautomatico e della sua manutenzione è a carico della società. Le società che operano in uno stesso impianto sportivo, ivi compresi quelli scolastici, possono associarsi ai fini dell’attuazione delle indicazioni di cui al presente articolo. Le società singole o associate possono demandare l’onere della dotazione e della manutenzione del defibrillatore semiautomatico al gestore dell’impianto attraverso un accordo che definisca anche le responsabilità in ordine all’uso e alla gestione.” Negli impianti condivisi da più ASD, queste possono quindi aggregarsi e comprare insieme il defibrillatore semiautomatico, ma nel momento in cui l’impianto passa in gestione a nuove società il defibrillatore resta di proprietà della struttura.