Fondo Aziende 2026: contributo per il defibrillatore in azienda
Dal 2026 le imprese italiane potranno accedere a un nuovo incentivo dedicato alla sicurezza sul lavoro: il Fondo Aziende 2026, un contributo pubblico pensato per sostenere programmi di prevenzione sanitaria e l’acquisto di defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE).
Il fondo, introdotto dalla Legge 30 dicembre 2024, n. 207, dispone di una dotazione di 500.000 euro all’anno e ha l’obiettivo di incentivare la cardioprotezione nei luoghi di lavoro e la diffusione di dispositivi salvavita nelle imprese che non sono già obbligate per legge a dotarsene.
Vediamo come funziona il contributo, chi può richiederlo e quali sono i requisiti da rispettare.
Cos’è il Fondo Aziende 2026
Il Fondo Aziende 2026 è uno strumento di finanziamento pubblico istituito per sostenere iniziative aziendali legate alla prevenzione sanitaria e alla tutela della salute dei lavoratori.
Il fondo finanzia in particolare due tipologie di interventi:
- programmi di screening e prevenzione sanitaria (cardiovascolare e oncologica);
- acquisto di defibrillatori semiautomatici o automatici (DAE) per i luoghi di lavoro.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle politiche di prevenzione e sicurezza aziendale previste dalla normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Contributo per defibrillatori: importo e spese ammesse
Per l’acquisto di un defibrillatore aziendale (DAE) è previsto un contributo fino a 1.000€ per impresa.
Il rimborso viene riconosciuto in base alla spesa effettivamente sostenuta:
- se il costo è inferiore a 1.000 €, il contributo coprirà l’intero importo;
- se il costo è superiore, il contributo resterà comunque limitato al tetto massimo previsto.
Il contributo per il DAE può inoltre essere cumulato con il finanziamento per programmi di screening sanitario, che può arrivare fino a 2.000 euro.
Chi può richiedere il contributo
Possono accedere al Fondo Aziende 2026 le imprese che rispettano specifici requisiti amministrativi e normativi.
In particolare devono:
- essere in regola con gli obblighi contributivi e assicurativi (DURC regolare);
- rispettare la normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
- non essere già obbligate per legge a dotarsi di un defibrillatore.
Sono escluse dal contributo le aziende che devono installare un DAE per obbligo normativo, ad esempio in base a specifiche disposizioni legislative o alla tipologia di lavorazione e organizzazione del primo soccorso prevista dalla normativa sulla sicurezza.
Al momento della domanda l’impresa dovrà inoltre dichiarare formalmente di non essere soggetta all’obbligo di dotazione del defibrillatore.
Come richiedere il Fondo Aziende 2026
La domanda di finanziamento dovrà essere presentata esclusivamente online, tramite la procedura informatizzata disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Ogni anno sarà pubblicato un Avviso pubblico che stabilirà:
- date di apertura e chiusura delle domande;
- modalità di presentazione;
- modulistica richiesta;
- documentazione necessaria;
- modalità di erogazione del contributo.
Le richieste verranno valutate in ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse disponibili per ciascuna annualità.
Per questo motivo è consigliabile preparare in anticipo tutta la documentazione necessaria.
Vediamo insieme qual è la documentazione necessaria.
Documenti necessari per ottenere il contributo
Per dimostrare l’acquisto del dispositivo sarà necessario presentare la fattura del defibrillatore, che deve riportare chiaramente:
- marca e modello del dispositivo;
- tipologia (automatico o semiautomatico);
- data di acquisto.
L’azienda dovrà inoltre risultare in regola con i requisiti previsti dalla normativa e non essere soggetta a cause di esclusione, come irregolarità contributive o violazioni gravi in materia di sicurezza sul lavoro.
Installare un defibrillatore in azienda: cosa prevede la normativa
L’acquisto del dispositivo rappresenta solo il primo passo verso una reale cardioprotezione aziendale. Per essere davvero efficace e conforme alla normativa, l’introduzione di un defibrillatore in azienda richiede infatti una serie di attività organizzative, tecniche e formative.
Per questo motivo è fondamentale affidarsi a un partner come Medicasl in grado di seguire l’azienda in tutte le fasi del percorso, garantendo non solo la fornitura del dispositivo ma anche la corretta integrazione all’interno del sistema di sicurezza aziendale.
L’azienda deve integrare il DAE nel piano di emergenza e primo soccorso aziendale, assicurando la conformità alle procedure previste dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro.
Il ruolo di Medicasl
- supporto nella scelta del DAE più adeguato alle esigenze dell’azienda;
- organizzazione della formazione BLSD per gli addetti designati, permettendo al personale di utilizzare il defibrillatore in modo corretto ed efficace in caso di emergenza;
- gestione della manutenzione periodica del dispositivo, inclusi controlli su batterie, elettrodi e sistemi di autodiagnosi;
- fornitura della segnaletica adeguata e consulenza per il corretto posizionamento del defibrillatore, garantendone visibilità e accessibilità immediata.
Fondo Aziende 2026 e riduzione del premio INAIL
Molte imprese stanno valutando l’introduzione del defibrillatore anche in relazione alla riduzione del premio INAIL tramite modello OT23, che premia gli interventi migliorativi rispetto agli obblighi di legge.
Si tratta tuttavia di strumenti distinti:
- il Fondo Aziende 2026 è un contributo diretto;
- l’OT23 consente una riduzione del premio assicurativo INAIL.
È quindi importante verificare la compatibilità tra le due misure per evitare sovrapposizioni sullo stesso intervento.
Perché il Fondo Aziende 2026 è un’opportunità per le imprese
Installare un defibrillatore in azienda significa investire concretamente nella sicurezza e nella salute dei lavoratori.
Grazie al Fondo Aziende 2026, le imprese possono sostenere questo investimento con un contributo pubblico dedicato, favorendo la diffusione dei dispositivi salvavita nei luoghi di lavoro.
Poiché le risorse disponibili sono limitate e le domande verranno valutate in ordine cronologico, è fondamentale monitorare l’uscita del bando e preparare per tempo la richiesta di finanziamento.
Investire oggi nella prevenzione significa proteggere le persone e rafforzare la responsabilità sociale dell’impresa di domani.
